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* * * JOE D'AMATO ARISTIDE MASSACCESI * * *



FILMOGRAFIA:

1972 Un bounty killer a trinita'
  (Oskar Faradine)
  Con: Jeff Cameron, Paul McCren
1972 Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti
  (Romano Gastaldi)
  Con: Monica Audras, Marzia Damon
1973 Canterbury n.2 nuove storie d'amore
  (John Shadow)
  Con: Patrizia Adiutori, Rick Battaglia
   (Romano Gastaldi)
  Con: Glauco Onorato, Ray O'Connor
1973 Livia una vergine per l'impero
  (Michael Wotruba)
1973 La rivolta delle gladiatrici
  (Michael Wotruba)
  Con: Lucretia Lowe
1973 La morte ha sorriso all'assassino
  (Aristide Massaccesi)
  Con: Ewa Aulin, Klaus Kinski
1973 Scansati....
a Trinità arriva Eldorado

  (Dick Spitfire)
  Con: Stan Cooper, Gordon Mitchell
1973 Pugni pupe e Karate'
  (Aristide Massaccesi)
  Con: Richard Harrison, A. Danesi
1973 Eroi all'inferno (Michael Wotruba)
  Con: Klaus Kinski, Lars Block
1974 Novelle licenziose di vergini vogliose
  (Michael Wotruba)
  Con Margaret Rose Keil, Gabriella Giorgelli
1975 Emanuelle e Francoise le sorelline
  Con: Rosemarie Lindt, Patrizia Gori
1975 Giubbe rosse
  Con: Fabio Testi, Guido Mannari
1976 Emanuelle nera orient reportage
  Con: Laura Gemser, Gabriele Tinti
1976 Emanuelle in america
  Con: Laura Gemser, Gabriele Tinti
1976 Eva nera
  Con: Laura Gemser, Jack Palance
1976 Voto di castita'
  Con: Enzo Colajacono, Jacques Dufilho
1977 Emanuelle e gli ultimi cannibali
  Con: Laura Gemser, Gabriele Tinti
1977 Emanuelle:perchè violenza alle donne?
  Con: Laura Gemser, Karin Schubert
1977 Il ginecologo della mutua
  Con: Renzo Montagnani, Paola Senatore
1977 La via della prostituzione
  Con: Laura Gemser
1978 Emanuelle e le porno notti nel mondo
  Con: Laura Gemser
1978 Papaya dei Caraibi
  Con: Melissa Chimenti, Sirpa Lane
1978 Le notti porno nel mondo n.2
  Con: Ajita Wilson
1978 Follie di notte
1979 Duri a morire
  Con: Luc Merenda, Donald O'Brien
1979 Il pornoshop della settima strada
  Con: Anne Marie Clementi, Brigitte Petronio
1979 Immagini di un convento
  Con: Paola Senatore, Donald O'Brien
1979 Buio omega
  Con: Cinzia Monreale, Kieran Canter
1979 Paradiso blu (Anna Bergman)
  Con: Dan Mohanan, Anna Bergman
1980 Porno holocaust
  Con: George Eastman, Dirce Funari
1980 Hard sensaction
  Con: George Eastman, Dirce Funari
1980 Sesso nero
  Con: Mark Shanon, Annj Goren
1980 Orgasmo nero (voodoo baby)
  Con: Susan Scott, Richard Harrison
1980 Antropophagus
  Con: Tisa Farrow, George Eastman,
  Serena Grandi
1980 Porno esotic Love
  Con: Laura Gemser, Gabriele Tinti
1980 Le notti erotiche dei morti viventi
  Con: Laura Gemser, Gabriele Tinti
1980 Labbra bagnate (Alexander Borski)
  Con: Francoise Perrot, Mark Shanon
1980 Blue erotic climax
  Con: Laura Levi, Mark Shanon
1980 Super climax (Alexander Borsky)
  Con: Laura Levi, Mark Shanon
1981 Labbra vogliose (Alexander Borsky)
  Con: Laura Levi, Mark Shanon
1981 Le erditiere superporno
  (Alexander Borsky)
  Con: Laura Levi, Mark Shanon
1981 Stretta e bagnata
  (Alexander Borsky)
  Con: Marjorie Blin, Nadine Roussial
1981 Bocca golosa (Alexander Borsky)
  Con. Laura Levi, Mark Shanon
1981 Voglia di sesso (Alexander Borsky)
  Con: Francoise Perrot, Laura Levi
1981 Caldo profumo di vergine
  Con: Marjorie Blin, Nadine Roussial
1981 Le porno investigatrici
  Con: Francoise Perrot, Sonia Bennet
1981 La voglia (Alexander Borsky)
  Con: Francoise Perrot, Laura Levi
1981 sesso acerbo
  Con: Laura Levi, Pauline Teutscher
Segue ...
BIOGRAFIA:

Nato a Roma il 15 dicembre 1936, morto il 23 gennaio 1999

Aristide Massaccesi, meglio noto come Joe D'Amato -- ma anche Drago Floyd, Peter Newton, Alexander Borsky, Dario Donati o ancora Sarah Asproon... La lista degli pseudonimi utilizzati da Massaccesi nella sua lunghissima carriera è quasi pari all'interminabile elenco di B-Movies, soft core, horror, gore, fantasy, porno realizzati dalla fine degli anni '60 fino alla prematura scomparsa, avvenuta il 23 gennaio 1999. Una passione totale, quella per le mille forme del cinema di genere (il più popolare e vituperato), che autori come Massaccesi hanno vissuto e sfruttato senza remore.

Una vita nel cinema, senza dubbio uno dei più prolifici registi italiani, avendo diretto quasi 200 film. Dotato di ottima abilità tecnica e produttiva - era capace di girare in tempi molto stretti a costi decisamente bassi - e grande versatilità: una qualità che gli ha consentito di esplorare ogni tipo di film, ogni genere o sottogenere, inventando e reinventando filoni del cinema popolare.

Nato a Roma nel 1936 da una famiglia che aveva sempre gravitato attorno al mondo del cinema, Aristide Massaccesi, inizia la sua carriera nella settima arte non come regista ma come direttore della fotografia. Aveva conseguito questo titolo dopo aver frequentato la scuola di cinema a Roma e quasi subito ebbe una full immersion nel ruolo che lo portò a fotografare parecchi film tra gli anni ’50 e ’60. Da ricordare sicuramente sono “E’ l’amore che mi rovina” (1951) di Mario Soldati e “L’oro di Roma” (1961) di Carlo Lizzani per cui fece anche l’assistente al cineoperatore; ruolo, questo, che lo fece avvicinare anche ad uno dei mostri sacri nostro horror/thriller: Mario Bava, per cui fu assistente alla macchina (non accreditato) nel suo splendido peplum vampirico “Ercole al centro della terra” del ’61.

Esordisce giovanissimo come assistente fotografo di scena ne "La carrozza d'oro" di Jean Renoir, nel 1952. Continua a lavorare nel cinema negli anni Cinquanta e Sessanta, svolgendo ruoli diversi: assistente fotografo, assistente operatore, operatore alla macchina da presa, direttore della fotografia. Partecipa a più di ottanta film prima di dedicarsi alla regia, collaborando con registi quali Elio Petri, Jean-Luc Godard, Michele Lupo, Riccardo Freda, Vittorio De Sica, Franco Zeffirelli.

Dopo una lunga gavetta nei film italiani di genere, diventando un po’ il factotum del set, Massaccesi si avvicina al nostro genere preferito nei primi anni ’70 con il giallo “Paranoia” di Umberto Lenzi di cui sarà operatore alla macchina, con “Cosa avete fatto a Solange?” (1971) del bravo Massimo Dallamano in cui sarà direttore della fotografia e addirittura attore ed infine con “L’assassino…è al telefono” (1972) di cui sarà direttore della fotografia.

E’ il 1973 quando Aristide decide, dopo il lungo e fruttuoso apprendistato, di dedicarsi alla regia di un thriller a tinte forti, dato il grande successo della trilogia animalesca made by Argento pensa bene di infarcire il plot di scene splatter e di strizzare l’occhio ai “grandi vecchi” Bava e Freda con alcune cupe ambientazioni gotiche: nasce così “La Morte ha Sorriso all’Assassino” (1973) che come da sottotitolo voleva essere “Il Primo Splatter Romantico”. La storia verte sugli esperimenti di un folle scienziato che riesce a ridare vita al cadavere di una donna morta in circostanze misteriose durante un parto. La giovane, ritornata dall’aldilà, saprà vendicarsi ferocemente di suo marito, dell’amante di questo e di tutti coloro che le erano contro. Con gli ottimi Klaus Kinski e Giacomo Rossi Stuart il film decolla grazie ad un ottima fotografia (curata dallo stesso Massaccesi) e l’incessante, suggestiva, colonna sonora di Berto Pisano; convincono meno le attrici: Ewa Aulin ed Angela Bo, non troppo calate nel ruolo. Una piccola curiosità: il film fu prodotto da Franco Gaudenti un ex avvocato del cinema, amico e collaboratore di Massaccesi, che anni più tardi produrrà il pessimo “Zombi 3” (1988), e che per l’occasione verrà accreditato anche come curatore degli effetti speciali.

Il film, purtroppo, non ha un grande successo ai botteghini e convince il regista a migrare verso altri generi cinematografici: inizia così il periodo di “Emanuelle” una sexy eroina tratta da un ciclo di romanzi erotici di Emmanuelle Arsan (quella di D’Amato ha una sola “m” per motivi di copyright) ad interpretare la sexy diva sarà Laura Gemser una splendida indossatrice dai tratti asiatici e dal corpo perfetto; tra i tanti film diretti su questo stilema sono da ricordare: “Emanuelle e Françoise: le sorelline” (1976) il primo della serie, con George Eastman (Luigi Montefiori), Rosemarie Lindt (al posto della Gemser che verrà più tardi) e Patrizia Gori, in cui il plot erotico si fonde con il giallo in un pastiche non troppo amalgamato, e poi “Emanuelle e gli ultimi cannibali” (1977) con Laura Gemser, Gabriele Tinti, Susan Scott e Donald O'Brien in cui la sexy asiatica se la dovrà vedere con un gruppo di affamati (non solo nel senso gastronomico del termine) e selvaggi cannibali. È da notare come nei titoli di testa le musiche compaiono scritte e orchestrate da Nico Fidenco, autore di “Con te sulla spiaggia” e “Legata ad un granello di sabbia”: delle vere e proprie hits radiofoniche degli anni ’60.

Dopo il discreto successo della serie di Emanuelle, Massaccesi tenta un ritorno all’horror, anche se negli anni precedenti aveva partecipato come direttore della fotografia alla realizzazione di veri e propri must in salsa di pomodoro come: “L’Anticristo” di Alberto De Martino del ’74; rispolverando lo script di un film di Giacomo Guerrini: “Il Terzo Occhio” (1972; con Giacomo Rossi Stuart) e traendone un originale e splatter remake intitolato “Buio Omega” (1979) con Kieran Carter: il sosia di Kim Rossi Stuart) Franca Stoppi e Cinzia Monreale. Grazie alla colonna sonora dei Goblin e agli ottimi effetti speciali, Massaccesi, realizza con un piccolo budget un capolavoro del cinema di genere. Turbe psichiche avvolgono Francesco, un giovane imbalsamatore, che sta letteralmente impazzendo per la prematura dipartita della sua ragazza. La sua governante cerca di fargli dimenticare l’accaduto offrendosi a lui in mille modi ma questi la rifiuta sempre. Un bel giorno Francesco decide di dissotterrare il cadavere dell’amata e di imbalsamarla per averla sempre con se, la sorella di questa, un agente delle pompe funebri e il destino si accaniranno contro il giovane psicopatico e la governante che avevano immolato parecchie vittime al corpo inanime della ragazza. Splatter allo stato puro, gore nei più macabri anfratti: scene come lo strano pasto dei due protagonisti a metà film e il disfacimento di una povera vittima nell’acido muriatico sono davvero consigliate a chi ha uno stomaco foderato d’amianto.

Il successo invoglierà Massaccesi a proseguire su questa strada e dopo qualche altra pellicola hard con la Gemser ecco un'altra commistione di genere: “Porno Holocaust” (1979) una sorta di remake in chiave erotica del celebre “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato, in cui un gruppo di scienziati torna su un isola in cui anni addietro si erano svolti degli esperitati nucleari e trovano la popolazione indigena e gli animali mutati nel DNA e resi stranamente violenti e superdotati! Un film di discutibile caratura artistica, adatto ad un pubblico che ama mischiare insieme i generi cinematografici, se non altro questo film segna l’inizio del sodalizio artistico tra il regista e l’ex cestista Luigi Montefiori (conosciuto ai più come George Eastman) che oltre al metro e novanta di altezza può vantare anche delle buone doti di caratterista e sceneggiatore.

Siamo ormai ai primi degli anni ottanta quando esce nelle sale “Rosso Sangue” (1981) una sorta di seguito cittadino di “Anthropophagus” con tanto di Luigi Montefiori in stile serial killer che in una mitica sequenza uccide un motorizzato Michele Soavi; poca paura, e molto sonno per un film che nulla ha da spartire con i due piccoli cult diretti dal regista che dopo questo piccolo fallimento (firmato con lo pseudonimo di Peter Newton) si dedicherà ad una marea di porno e soft core ed aprirà una casa di produzione con Montefiori ed altri amici: la FilMirage. Questa casa produrrà una lunga serie di film horror tra i quali bisogna ricordare l’ottimo slasher movie “Deliria” (1987) dell’esordiente Michele Soavi (primo premio ad Avoriaz nello stesso anno), i capitoli apocrifi de “La Casa”, rispettivamente il 3 (1988, il più riuscito) il 4 (1989) e il 5 (1990) diretti da Umberto Lenzi, Fabrizio Laurenti e Claudio Fragasso, il misterioso “Killing Birds” (1987) di cui non si sa se la regia fu di Claudio Lattanzi o di Massaccesi anche se c’è chi giura che il produttore, vista l’inesperienza del giovane cinefilo, preferì sostituirlo dietro la macchina da presa anche se i risultati furono comunque scarsi, la miniserie di “Troll” con i capitoli 2 e 3 girati entrambi nel ’90, sulla scia del primo episodio diretto da Buechler, da Fabrizio Laurenti e Claudio Fragasso ed infine lo splendido “Le Porte del Silenzio” (1991, uscito solo in VHS) che fu l’ultimo film del compianto Lucio Fulci.

Tutte queste produzioni fecero si che Massaccesi si guadagnasse la fama di produttore in prima linea per gli amanti dell’horror e dopo alcuni thriller ed altri hard core (la sua filmografia completa è sterminata) ebbe anche una piccola rentrée nel filone con “Frankenstein 2000 Ritorno dalla Morte” con Donald O’Brien che ebbe pochi spettatori e scarsa distribuzione. L’ultimo suo film sarà “La Jena” del ’97. Aristide Massaccesi, l’uomo dai mille nomi, dai mille modi (a volte estremi) di fare cinema scomparirà nell’indifferenza dei media il 23 Gennaio 1999, orde di ragazzini insonni abituati a spulciare i programmi notturni gli debbono qualcosa, gli amanti dell’horror (come abbiamo visto da questa monografia) dovrebbero fabbricargli una statua visti i mille sacrifici fatti sia per girarli che per produrli.

Un piccolo grande artigiano, questo Joe D’Amato, che può vantare una filmografia chilometrica e una grandissima esperienza nel campo del cinema (è lui l’antagonista per eccellenza degli erotici di Tinto Brass) sicuramente ha lasciatoun segno in tutti coloro che hanno visto i suoi film, ed un grande vuoto per chi lo ha seguito, amato di persona.

-=FOTO=-
FOTO:

Joe D'Amato 1    Joe D'Amato 2    Joe D'Amato 3    Joe D'Amato 4    Joe D'Amato 5

 
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