INTERESSANTE
Da quando e' incinta vale di piu'. Parlo di una giovane donna di colore, un
po' sovrappeso, regolarmente affittata per le nostre domeniche pomeriggio.
Siamo due giovani coppie, normali: due vecchi amici che hanno sposato due
amiche intime.
L'idea e' venuta a me, ma ambasciatrici sono state Barbara e Lucia. La
questione era delicata: infatti Mary - incinta di sette mesi - non e' una
puttana ma ha un regolare lavoro presso una signora anziana. Qualche soldo
in piu' non guasta, ma non era il caso di offendere la sua dignita'. E'
subentrata pero' una strana complicita' femminile... fatto sta che entro la
fine del mese dopo siamo riusciti a combinare il primo incontro . E la
pancia color cioccolata era ancora piu' grossa.
Da dove cominciare? Dalle carezze, naturalmente. Mary era distesa di
schiena sul letto a due piazze, nuda e beata, facendo l'indifferente per
mascherare il suo imbarazzo. Mentre mia moglie ancora si spogliava, Lucia
si e' seduta accanto a Mary e l'ha presa per mano, carezzandole il seno con
l'altra. Un seno quinta misura, senza siliconi, con l'areola larga e scura
e i capezzoli a punta. Per me e' venuto normale cominciare a leccare
lentamente uno dei due seni, per piccoli cerchi, fino a succhiarne
l'agognata punta nera. Nel frattempo Barbara si e' avvicinata a noi,
carezzando una gamba di Mary con entrambe le mani, fino alla coscia. Luca -
il marito di Lucia - da una poltrona per ora guardava e si masturbava
mentre tutti e tre carezzavamo quel pancione e succhiavamo quei favolosi
capezzoli.
Quando Mary ha cominciato lentamente ad eccitarsi, io e Luca ci siamo
guardati: a un cenno siamo montati a cavallo ognuno di una gamba della
nostra appesantita amica, lasciando che Barbara infilasse prima un dito,
poi due dentro la fica di Mary, cominciando a masturbarla dolcemente, poi
piu' rapidamente. Ogni tanto rompeva il ritmo perche' la baciavo sulla
bocca, ma la mano non usciva mai dal grosso pube peloso. Luca e Lucia poi
li ho persi di vista, ma dal mugolio si capiva che stavano ormai per cazzi
loro, pronti magari per intervenire dopo.
Tutta la mano e il braccio avrebbe voluto metterci la mia Barbara, se Mary
non si fosse distesa sul fianco e non l'avesse improvvisamente abbracciata
e stretta fra le sue forti braccia, per baciarla con vigore. La boccuccia
di Barbara e' stata quasi assorbita da quelle labbra carnose e umide,
voraci e sensuali. Non poteva muovere la testa, stretta dall'abbraccio alla
nuca, a malapena capace di muovere le braccia e stringere con le mani le
forti spalle della 'negresse'. La mia bionda, dolce Barbara ha conficcato
le sue unghie smaltate nella nera carne, ma questo ha causato solo baci a
risucchio, leccate in faccia e mani a pettine fra i suoi riccioli biondi. A
momenti neanche respirava, ma gli occhi chiusi e i piedi intrecciati con
quelli di lei, con le dita contratte, esprimevano tutto.
Non sono intervenuto: quello succede solo nei film porno. Ho ammirato le
due persone unite, ho goduto del contrasto cromatico fra pelle bianca e
pelle nera (sempre stupendo), ho provato a carezzare le due schiene
parallele, ad annusare l'odore dei due corpi stretti. Nel frattempo l'altra
coppia - sul divano - stava in pieno amplesso. Ma non pensavo a loro,
nonostante gli urli soffocati di Lucia e gli assalti del giovane marito.
Lucia, da buona divorziata, amava i colpi duri e si rifaceva dei due anni
passati con un gran fesso di marito. Amava il sesso e Luca era caldo come
lei. Conoscere questo giovane stallone in palestra e andarci a letto era
stata forse la cosa piu' naturale che avesse fatto nella sua vita. Ed ora
lo prendeva dentro a gambe aperte, come una puttana. Ma con stile. Una
donna puo' farti un pompino, prenderlo in culo e poi pisciare nel bide'. Ma
se e' una vera donna, lo fara' sempre a testa alta.
La mia Barbara invece si e' dolcemente attaccata al seno della sua nera
nutrice. Esausta ma felice, da trentenne e' tornata bambina e ciuccia ad
occhi chiusi il grosso capezzolo nero. Mary mi guarda spaesata: non puo'
sapere che la bimba ogni tanto mi si appallottola addosso per ciucciarmi il
biberon, lentamente, ad occhi chiusi, fino a quando non resisto piu' e le
vengo in bocca. Ma stavolta il tempo non conta.
Dopo questa prima volta, ci siamo rivisti spesso. Cresce la pancia di Mary,
ma anche la sua voglia. Le sue terminazioni nervose sono sempre piu'
sensibili, i seni sempre piu' sodi, i capezzoli s'irrigidiscono solo a
sfiorarli, la fica e' umida. Sorta di Grande Madre, vuole essere penetrata
in continuazione da noi due giovani maschi. Quando sono esausto, tocca a
Luca. E poi, una volta che il cazzo del mio amico ridiventa minuscolo,
tocca a me di nuovo. Insaziabile, conduce lei il gioco. Vestita per poco di
una vestaglia bianca, ci guarda negli occhi: e' il segnale. Un segnale di
comando.
Le nostre due giovani mogli si sentono parte del rito: prima ci spogliano,
ci oliano e ci eccitano, magari ce lo succhiano un poco; poi con una spinta
ci mandano nudi allo sbaraglio, dove ci accolgono ampi fianchi color ebano,
sode tette, cosce aperte e una rosea fessura. Di fianco o da dietro - la
pancia non permette altre posizioni - entriamo ed usciamo col membro dritto
dalla Grande Caverna, mentre le nostre donne si masturbano davanti a noi o
ci fanno sconci segni di lingua per non farci perdere il ritmo.
Le sono venuto dentro: tanto e' gia' incinta. Continuo fino allo spasimo
solo per dar tempo al mio amico di riaverlo duro. Lucia glielo ha preso in
mano, ma si muove troppo bruscamente e quel cazzo e' troppo asciutto.
Ancora non ha capito che all'inizio i movimenti devono essere piu' dolci.
Guardo Barbara: mi fa un cenno di assenso. Non le va di bagnare il cazzo di
Luca ma permette che lo faccia io. Un pompino al migliore amico in questi
casi e' un atto d'amore. E io so come fare. Mi chino sul suo uccello, ne
stringo la base, poi con la mano carezzo dall'alto in basso e poi rilascio
la pelle del prepuzio. Poi, vai con la lingua, intervallata da baci a
ventosa. Lucia ci lascia fare, magari pensa che siamo gay ma non teme certo
di perdere il suo uomo. Barbara mi osserva invece compiaciuta: nel sesso
c'e' sempre qualcosa da imparare... Alla fine il giovane stallone e' pronto
per la monta: Mary ormai ha le palpebre mezze chiuse, la bocca aperta e gli
occhi che guardano indietro. Ma tende le braccia verso il suo giovane
amante, altro non aspetta che il suo membro dentro di se'.
Ne approfitterei per riposarmi, ma tra un poco sara' di nuovo il mio turno.
In due mi frustano, mi baciano, mi piantano le unghie nella carne, mi
pizzicano, m'insultano: devo farcela almeno un'altra volta. Per qualche
minuto va bene, poi mi sento debole. Ce l'ho ancora dentro Mary, ma perdo
colpi. E brava Barbara: un dito nel culo - il suo dito medio nel *mio* culo
- e mi riprendo. Sento anche la bocca di Barbara sul mio collo, la punta
dei suoi seni sulla mia schiena. Ma sento soprattutto quel dito che mi
fruga nel retto. Fortuna che Barbara ha le dita piccole e affusolate: anche
l'indice ora si unisce al gioco. E io continuo a pompare Mary. E' come se
quel pancione diventasse sempre piu' grosso grazie a noi, come se andasse
sempre rifornito di altra vita, vita giovane.
Mary ha avuto un bel maschietto e al battesimo c'eravamo tutti, con tanta
gioia e tanti regali. Il padre non c'era, ma non era importante: tanto e'
un po anche figlio nostro. A proposito, sia Barbara che Lucia sono
incinte...