Omnitel messaggio gratuito. L'utente da lei chiamato sta scopando come un riccio. Magari! Ecco invece la bella frase della mia tigrotta:
"Mi scappa la pisha"
Io questi americanismi proprio non li sopporto. Ke kazzo! Mi ci sta bene: l'ho voluta giovane e questa è pure stronza. Mi sono pure imparato a memoria cinquantadue short dei messaggini, ma non basta mai.
"Fammela addosso" - gli faccio deciso.
"No, ke poi ti arrapi e vuoi solo skopare"
Mi venga almeno concessa la normalità di una perversione! E invece no, nemmeno quella. Nella realtà, qualche volta lei sta al gioco: sotto la doccia devo dire che le piace essere sponged, oiled, massadjata, ashugata (mi sto adattando) e infine stretta fra le mie poderose braccia (poderose? beh, diciamo: fra le mie braccia). E qui la prima volta mi ha innaffiato, un bel getto caldo a contatto di pelle, mentre le sue unghiette feline penetravano la cute della mia schiena. Provocazione o emozione? In ogni caso mi si è indurito sul serio e l'ho baciata a lingua dritta, poi sono stati veramente cazzi suoi. E giù quel suo liquido caldo che mi colava fra le gambe. Poco male: per lavarci c'era l'acqua della doccia, per l'amore un letto a due piazze, complice delle nostre ore di sesso estivo. Un ventilatore a pale ce la metteva tutta, dal soffitto. D'estate lo tengo sempre in funzione: fa molto Apocalypse Now.
Sogno la piscina tropicale, vorrei una lussuosa e lussuriosa Jacuzzi a quattro posti, per far salotto termale con gli ospiti o giocare con le amichette o permettere al condominio di organizzarci le feste dei bambini. E invece ho una doccia di un metro quadro, dove si scivola pure. Ne sfrutto però al massimo le potenzialità erotiche: la saponetta la faccio io, il che è il top della sensualità. Potrei anche mettere una tinozza tipo film western. Con l'aggiunta di qualche maniglia e una sbarra da ginnasta riesco anche a fare il body-massage alla mia partner. Difficile spiegarlo, permettetemi un'esibizione dal vivo. Altra trovata: sapone liquido sull'avambraccio e poi avanti e indietro fra le sue cosce, guardandola negli occhi. Solo il gomito frena la corsa. Sono trucchi del mestiere che uso da anni, salvo lasciare l'iniziativa a lei quando vedo che è una non priva di fantasia. Che in genere si inventa un modo delicato per insaponarmi, per avvilupparsi con braccia e corpo attorno al mio, come fosse un serpentone o avesse letto bene il kamasutra. Oppure mi monta sui piedi con i suoi. Se è leggera, gioca a fare l'amante indiana con la gamba avvolta attorno alla mia cintura. Rari i pompini: la figura della donna che sotto la doccia s'inginocchia per succhiartelo fa parte più della pornografia che della realtà. Se la mia s'inginocchia e apre le gambe è per pisciare.. Ma il top è: sotto il caldo getto, alzarsi in punta dei piedi e baciarmi. La piscina tropicale invece è presto descritta: siamo a Koo-Samui, in Thailandia, acqua tiepida e palme intorno. Albergo di lusso e tanta fica. E mettiamoci pure il nuoto sincronizzato, i delfini e qualche anguilla. Niente sudore, ci si siede al bordo… e invece l'ultima volta quasi finivo per terra scivolando di brutto in un metro quadro.
Un buon motivo per spogliare le ragazze giovani è il loro spesso assurdo abbigliamento. Le mode giovanili tutto sono fuorché naturali, sempre che la parola abbia senso in un contesto di abbigliamento sociale. Spesso coperte come un cantiere che indichi "lavori in corso": capi di vestiario abbondante, cappelli grandi, lembi sfrangiati, disarmonia. Quello che è peggio, imitazione del gruppo senza guardare la forma del proprio corpo. All'inizio mi limitavo a farle togliere le scarpe ogni volta che saliva a casa mia, tanto ho la moquette. Non sopporto quelle scarpe chiuse tutto materiale sintetico che fanno bollire il piede, per quanto il cuoio è invece adatto a favorire la traspirazione. Solo in seguito sono riuscito a convincerla a star comoda. Poi ho insistito: chi va in motorino, anche dopo che si è levato il casco e tutto il resto, rimane sempre trasandato. I pantaloni e la gonna si sporcano, il golf fa sudare, la maglietta e camicia puzzano, la canotta si slabbra. Specie verso l'estate, una doccia dovrebbe essere obbligatoria. Pian piano l'ho convinta a levarsi il suo cappello floscio (me ne frego della moda attuale, ma vallo a spiegare agli adolescenti), a chiudere il telefonino e mettersi comoda. Dopo qualche settimana che ci si vede, ora esagera; fa come fosse a casa sua. Si chiude in bagno, si fa la doccia e ne esce in kimono, un kimono rosso che tengo da sempre pronto sull'attaccapanni del bagno. Sa che mi piace vederla camminare a piedi nudi, ma prima mi accontentavo anche dei suoi calzettoni sudati, purché si levasse quegli anfibi. Moda o no, a me ricordano solo la naja.
Sogno sempre che lei mi s'infili infreddolita nel letto, entrando da destra, che mi abbracci e non mi molli fino alla mattinata successiva. Troppo bello: nella realtà il tempo è sempre poco e lei fa semplicemente quello che le va di fare. Raramente le stesse cose che vorrei io.
Basta che non suonino al citofono quelli della mondezza, come l'altra volta. Era per via di due sacchi di molle, vecchie molle da divano. "Sono suoi quei sacchi?" - "che sacchi?" - "quelli con le molle". Nel mio vicolo a Campo de' Fiori c'è un tappezziere, sarà stato lui, ieri sera lavoravano anche dopo cena. "Ma perché non lo dice al tappezziere?"- gli faccio. "E' chiuso", risponde lui. Sai quanto me ne frega. Fosse almeno la voce di una di quelle belle e giovanissime operatrici AMA con trucco, telefonino e piercing che vedo scopare (!) la mattina quando esco per l'ufficio. No, la voce è quella del turno che passa con il camion dopo l'orario del mercato, schivando le cicliste sessantenni contromano che girano per i vicoli intorno casa.
La bella sta colle orecchie dentro al walkman, esentata dal mondo. Certe volte vorrei sbatterla sul divano, non prima di averle levato quegli anfibi militari dai piedi. Saranno di moda, ma ad agosto al posto suo opterei per i sandali. E poi, ogni volta che glieli li levo mi viene subito voglia di aprire la finestra e dare aria. No, suo padre non lo conosco, neanche m'interessa, immagino che fabbrichi qualcosa da qualche parte del nord. E poi a pagare sono io, stronzetta. Vuoi vivere a Campo di Fiori, mi pare...
Rimiro la mia bella, giovane e sfacciatamente zoccola. A vedere l'uscita di un istituto tecnico ormai tutto sembra meno che siano studentesse. Il biondo dei suoi capelli corti fa un buffo pendant con le sopracciglia nere e il nero ciuffo dei suoi peli pubici. Niente tatuaggi sul corpo che adoro (strano), ma un bel piercing con un anellino di brillanti nell'ombelico (delizioso) e un altro piercing sul naso. Ma il tatuaggio invece ce l'ho io, in un posto da scoprire solo nell'intimità. No, non dove pensate voi (banale), ma sotto l'ascella sinistra.
Stacco il telefono, ma risuonano al citofono. "Ki è?" E' Sergio, un vekkio amico da poco stabilitosi a Roma. Vorrei dirgli di passare più tardi, ma l'amichetta ne riconosce la voce. "SEERGIO!" - quindi lo conosce? "Si, quello col tatuaggio del delfino". Vero: anche lui è stato nei sommergibili.
Dunque lo fa salire. Vedremo quello che succede. Spero niente. Ma intanto che quello sale le scale, acchiappo la fanciulla, vorrei infilarla sotto la doccia. Non avremo il tempo di strofinarci addosso come al solito, ma perlomeno eliminerei il sudore di quegli irrazionali anfibi.
E non ti rimettere subito la cuffia del walkman!
Marco
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