Il diario di Arianna


Caro diario,

tutto iniziò in giorno in cui mia cugina Elena venne a trovarmi per le vacanze estive.
Abitavo in un piccolo appartamento con mia madre, per cui Elena dormiva nella mia stanza.
Una sera Elena rientrò in lacrime da una festa, alla quale non ero stata invitata, perché aveva sorpreso il suo ragazzo, venuto a trovarla per l'occasione, farsi fare un pompino da un'altra ragazza.
Mi ero addormentata leggendo e non mi resi conto del suo arrivo.

All'improvviso mi svegliai sentendo la sua mano che mi copriva dolcemente la bocca e, contemporaneamente, i suoi lunghi capelli corvini che mi solleticavano le guance.
"Non urlare", mi disse sottovoce.
Io feci cenno di sì con la testa. Allora, lei sollevò gentilmente la sua mano e mi sussurrò: "Voglio provare a fare l'amore con una donna. I maschi mi hanno delusa."
Non ebbi bisogno di rispondere: il mio sguardo misto di sorpresa e assenso era la migliore risposta.
Lei allora si girò. Io cominciai carezzando lentamente i suoi capelli fino alla nuca per poi sbottonarle il lungo vestito nero. Le vidi la bellissima schiena che si univa armoniosamente ai suoi fianchi, ancora coperti dalla stoffa lucida. Lei si alzò dal letto facendo scivolare a terra il vestito. Le sbottonai il reggiseno e le tolsi le mutandine. Mi aiutò a completare l'opera sfilandosi le scarpe col tacco alto.
Io le girai attorno notando con invidia il suo aspetto. Mi tolsi la camicia da notte e la feci volare per la stanza fino a depositarsi sull'orso panda di peluche che ci guardava da un angolo della stanza. Posai le mie mani nuovamente tra i suoi capelli. Elena fece lo stesso, così da poterci guardare fortemente negli occhi.
Fu lei a baciarmi per prima. All'inizio mi sfiorò delicatamente le labbra con le sue. Poi, con molta dolcezza, le divaricò inserendo la sua lingua lentamente. Io le risposi facendo danzare la mia lingua con la sua.

"E' stato emozionante! E' stato bellissimo!" disse Elena al temine del nostro bacio. Mi lasciai languidamente cadere sul mio letto trascinando Elena sopra di me. Prima che mi cadesse completamente addosso la sostenni per le ascelle in modo da poter leccare i suoi capezzoli ormai inturgiditi.

Elena si lasciò sfuggire un gemito di piacere. Smisi di sostenerla con le mie braccia. Lei rimase in ginocchio in modo tale da permettermi di scivolare verso le sue grandi labbra che incominciai a leccare, a leccare fino alla punta del suo clitoride. Mi fermai ad osservarlo: lucido e gonfio di passione. Colava un ruscello di dolce umore.
"Continua. Continua più forte" mi disse Elena. Mi misi in ginocchio anch'io, con la mia bocca che la baciava lungo tutte le cosce e lungo tutta la sua intimità. Con la lingua la penetrai più volte fino in fondo, fino a farle chiedere di esplorare anche l'altro orifizio. Non mi tirai indietro. Le leccai l'ano compiendo dei piccoli cerchi concentrici, avvicinandomi ed allontanandomi lentamente.
Con le dita la sfioravo le grandi labbra. Giocavo con i suoi liquidi che avevano iniziato a sgorgare senza più fermarsi. "Ti piace così?" le chiesi.
"Si. E' bellissimo"
"Vuoi di più?"
"Si."

Mi alzai.
Lei mi guardò delusa.
"Aspetta. Preparati." Dissi sottovoce.
Aprì l'armadio di fronte al letto e dal fondo di un cassetto estrassi due cilindri di plastica con la punta arrotondata. Me li aveva regalati una compagna di università. La stessa che mi aveva introdotto alle gioie del sesso tra donne.
"Elena, vuoi?"
Elena non rispose. Si girò sulla schiena e con due dita allargò le grandi labbra, ormai gonfie di piacere, offrendosi al completamento della sua iniziazione. Elena non era più vergine da tempo. C'eravamo confidate una delle prime sere che avevamo passato insieme.
Ma non aveva mai fatto l'amore con un'altra donna. "Mi farebbe schifo" aveva detto.
Ora, invece, era una marionetta, disposta a tutto pur di arrivare in fondo.
Presi il primo cilindro e lo lubrificai tutto con la mia saliva. Lo inserii nella sua vagina e lo feci muovere lentamente avanti e indietro. Mi misi in ginocchio con la mia testa che la guardava in mezzo alle gambe.
"Fallo anche a me" le chiesi porgendole l'altro cilindro. Elena, allora, lo leccò e lo infilò nella mia vulva ormai fradicia. "Fino in fondo" dissi. Elena mi accontentò e spinse contro l'utero fino a farmi male. Venni immediatamente. Anche per me era la prima volta che avevo un orgasmo così.

"Continua" le chiesi.
"Anche dietro?" mi chiese.
"Si, se lo vuoi anche tu."

Ebbra di piacere sfilai il cilindro che ormai sentivo come prolungamento della mia mano e lo infilai nel suo ano. Elena fece lo stesso con me. Era la prima volta per tutte due. Continuammo così, toccandoci e leccandoci senza pause, fino a raggiungere l'orgasmo più devastante che avessimo mai provato.
"Ti amo. Ti ho sempre amato" le confessai.
"Abbracciami" mi rispose. Ci sdraiammo abbracciate continuando ad accarezzarci mollemente.
Elena si addormentò sorridendo dopo pochi minuti. Io restai sveglia fino a vederla addormentare.
Dormii fino al mattino dopo. Elena non si mosse: la sua testa riposava mollemente sulla mia spalla e la sua mano era ancora appoggiata sul mio seno.

Non volevo svegliarla, ma il suo sapore era ancora vivo nel mio palato. Mi resi conto di essere eccitata al solo ricordo della notte trascorsa insieme. Forse l'eccitazione non era mai finita.

Mi mossi lentamente. Sfilai il braccio da sotto la sua testa e, contemporaneamente, le mossi il braccio che aveva ancora appoggiato sul mio petto. Mi alzai sulle ginocchia e facendo attenzione mi misi sopra di lei. Lentamente mi abbassai fino ad appoggiare la mia bocca sulle sua vagina. Mi accorsi subito che anche per lei l'eccitazione non era mai finita.

Mossi i miei fianchi fino a sfiorare la sua bocca con le mie grandi labbra. Aspettai qualche istante, giusto per verificare che non le dessi fastidio a respirare. Iniziai a leccarle il clitoride, le grandi labbra. Passai alle piccole labbra quando sentii Elena che si svegliava e che cominciava a leccarmi con dolcezza.
"E' la mia rivincita per ieri sera, quando mi hai svegliata" dissi. La penetrai con la lingua fino a dove potevo mentre lei mi leccava e accarezzava allo stesso tempo.
Non so per quanto tempo andammo avanti. Raggiungemmo l'orgasmo quasi contemporaneamente e mi sdraiai sfinita accanto a lei.

Da quella notte Elena non ha più fatto l'amore con un uomo.

Arianna


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